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Da sempre intorno allo Sferisterio si sono raccolti cittadini e appassionati che, in modi diversi, ne hanno accompagnato e sostenuto le attività.

Con la costituzione nel novembre 2016 dell’Associazione Amici dello Sferisterio si è voluto riprendere questa tradizione. Lo scopo perseguito, attraverso l’azione volontaria dei propri aderenti, è quello di suscitare e sviluppare, a tutti i livelli, l’interesse per ciò che può essere considerato il cuore culturale della città, luogo di contenuti e generatore di esperienze culturali.

Dal 2017 l’Associazione organizza una vasta gamma di attività culturali, tra cui conferenze, percorsi di approfondimento, incontri con artisti e presentazioni, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza della musica, del teatro e delle tradizioni culturali legate allo Sferisterio.

Offriamo occasioni di approfondimento per il pubblico di tutte le età, favorendo la partecipazione attiva della cittadinanza e contribuendo alla formazione culturale di studenti, professionisti e appassionati.

Collaboriamo con scuole, istituzioni e associazioni locali per arricchire l’offerta culturale di Macerata e stimolare il dialogo tra patrimonio storico e nuove generazioni.

 

Le attività si realizzano in particolare attraverso conferenze, incontri, ascolti guidati e specifici eventi di spettacolo, pensati per coinvolgere e avvicinare il pubblico all’esperienza unica dello Sferisterio.

Ultime News

Un'estate di musica: dal Macerata Opera Festival ai festival delle Marche

Un'estate di musica: dal Macerata Opera Festival ai festival delle Marche

15/07/2026

L'estate degli Amici dello Sferisterio si è aperta, come da tradizione, con le prove delle opere del Macerata Opera Festival, che da venerdì 17 luglio inaugura una nuova stagione con un cartellone di grande prestigio.

In programma quattro appuntamenti che accompagneranno il pubblico per tutto il mese di luglio e fino ai primi di agosto:

  • Nabucco di Giuseppe Verdi
  • Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini
  • Il trovatore di Giuseppe Verdi
  • Carmina Burana di Carl Orff

Il Macerata Opera Festival rappresenta il cuore dell'estate musicale e, ancora una volta, offrirà al pubblico produzioni di livello internazionale in uno dei teatri all'aperto più affascinanti del mondo.

Oltre agli spettacoli allo Sferisterio, però, la musica continua ad accompagnare l'estate in tutta la regione.

Per questo l'Associazione Amici dello Sferisterio rinnova anche quest'anno le collaborazioni con il Festival Pergolesi Spontini e con il Camerino Festival, offrendo ai propri soci la possibilità di accedere agli spettacoli con condizioni agevolate.

Dal 18 luglio al 21 settembre: il Festival Pergolesi Spontini

Con il titolo "Accordi disarmanti", la XXVI edizione del Festival Pergolesi Spontini propone oltre due mesi di spettacoli tra Jesi, Maiolati Spontini, Monsano, Morro d'Alba, Montecarotto, Monte Roberto, Poggio San Marcello e San Paolo di Jesi.

Il programma attraversa mondi musicali diversi: concerti sinfonici e cameristici, jazz, musica d'autore, teatro musicale, danza, cinema con musica dal vivo, appuntamenti dedicati ai bambini, percorsi enogastronomici e produzioni originali.

Tra gli ospiti figurano, tra gli altri Carmen Consoli, Raphael Gualazzi, Giovanni Caccamo con l'omaggio a Franco Battiato, Noa, Andrea Lucchesini accanto a numerosi progetti dedicati alla musica da camera, alla musica per il cinema e alla valorizzazione del territorio.

Camerino Festival: quarant'anni di grande musica

Festeggia la sua 40ª edizione il Camerino Festival, una delle manifestazioni storiche della musica da camera italiana.

Dal 16 luglio al 1° agosto il Festival porta nei luoghi simbolo della città artisti di primo piano come Antoine Boyer & Yeore Kim, Paolo Fresu e Rita Marcotulli, Trio Concept, Accademia ABF Bocelli oltre a programmi dedicati a Beethoven, Schubert, Ravel e alla grande musica da camera internazionale.

Le iniziative di Appassionata

Tra gli appuntamenti dell'estate segnaliamo anche Trame in consonanza, la rassegna organizzata dall'Associazione Musicale Appassionata.

Due concerti in luoghi di particolare fascino del territorio:

  • 23 luglio, Palazzo Ricci Petrocchini a Pollenza, con il Trio David
  • 8 agosto, Villa Spada a Treia, con il New Era Quartet

Due occasioni per ascoltare giovani interpreti di livello internazionale in contesti di grande suggestione.

L'Associazione Amici dello Sferisterio nasce per promuovere la cultura musicale e accompagnare i propri soci durante tutto l'anno.

Le convenzioni con il Macerata Opera Festival, il Festival Pergolesi Spontini e con il Camerino Festival e Appassionata rappresentano un'opportunità e contribuiscono a scoprire una rete di manifestazioni che rende le Marche una delle regioni più ricche di proposte culturali durante l'estate.

 

Per conoscere le agevolazioni riservate ai soci e le modalità di accesso alle convenzioni è possibile consultare il sito dell'Associazione o contattare la Segreteria.

Raccontare l’opera tra critica, memoria e passione con Alberto Mattioli

Raccontare l’opera tra critica, memoria e passione con Alberto Mattioli

05/05/2026

Come si racconta uno spettacolo che vive nell’istante irripetibile della rappresentazione? In che modo la critica musicale continua oggi a orientare lo sguardo del pubblico e a custodire la memoria del teatro?

A queste domande sarà dedicato l’incontro con Alberto Mattioli, promosso dall’Associazione Amici dello Sferisterio, in programma venerdì 8 maggio alle ore 18.00 presso la Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata.

Tra le firme più autorevoli del giornalismo musicale italiano, Mattioli sarà protagonista della conferenza: Raccontare l’opera: il mestiere della critica tra scena, pubblico e memoria

L’appuntamento offrirà al pubblico l’occasione di entrare nel lavoro di chi osserva il teatro dall’interno, ne interpreta i linguaggi, ne valuta gli esiti artistici e, attraverso la scrittura, restituisce l’esperienza della scena al lettore.

La critica musicale non è soltanto cronaca di una serata o giudizio su uno spettacolo. È anche racconto culturale, testimonianza storica, costruzione di memoria collettiva. In un tempo segnato dalla rapidità dell’informazione e dall’immediatezza del commento, il pensiero critico conserva un ruolo essenziale: offrire profondità, contesto e consapevolezza.

Autore di libri di grande successo dedicati al melodramma e alla vita teatrale italiana, tra cui Gran Teatro Italia e Il loggionista impenitente, Alberto Mattioli unisce competenza, esperienza internazionale e una rara capacità divulgativa, capace di avvicinare all’opera pubblici diversi.

L’incontro rappresenta una preziosa occasione non solo per gli appassionati, ma anche per chi desidera comprendere come l’opera continui a essere raccontata, interpretata e trasmessa nel presente.

L’iniziativa si inserisce nel calendario de La città sul palcoscenico, il percorso degli Amici dello Sferisterio e dedicato ai linguaggi, ai mestieri e alle prospettive che ruotano attorno al teatro musicale.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.



Il coro, voce del popolo e anima del dramma: martedì 21 aprile incontro con il Maestro Enrico Lombardi

Il coro, voce del popolo e anima del dramma: martedì 21 aprile incontro con il Maestro Enrico Lombardi

18/04/2026

Martedì 21 aprile alle ore 17,30, presso l’Aula A del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata (Via Garibaldi 20), ospite dell’Associazione Amici dello Sferisterio sarà il Maestro Enrico Lombardi, direttore d’orchestra, con un incontro dal titolo: La musica, il coro come architettura collettiva del racconto

Dopo il coinvolgente successo dell’incontro con il regista Alessio Pizzech, che nei giorni scorsi ha accompagnato il pubblico in una vera immersione dentro Il trovatore attraverso un laboratorio partecipato e interattivo, il percorso La città sul palcoscenico propone un nuovo appuntamento dedicato a un altro protagonista fondamentale del teatro musicale: il coro.

Dopo aver esplorato nei precedenti incontri il costume, la regia, la scenografia e la costruzione drammaturgica, l’attenzione si sposta ora su uno degli elementi più suggestivi e identitari dell’opera: il coro.

Spesso percepito come semplice insieme vocale o sfondo scenico, il coro è invece presenza viva e decisiva: popolo, coscienza collettiva, forza drammatica, respiro della comunità in scena. Nell’opera il coro commenta, partecipa, giudica, soffre, accompagna i protagonisti e talvolta ne determina il destino.

Impossibile non partire da Nabucco di Giuseppe Verdi, uno dei titoli del Macerata Opera Festival 2026, opera che più di ogni altra ha consegnato al coro una centralità assoluta. Il celebre Va’, pensiero ne rappresenta il volto più noto, ma tutta la partitura è attraversata da una potente dimensione corale che rende il popolo vero protagonista del dramma.

A guidare l’incontro sarà Enrico Lombardi, direttore d’orchestra attivo sia nel repertorio sinfonico sia in quello lirico. Diplomato con lode in Direzione d’orchestra e in Musica corale e direzione di coro, ha collaborato con importanti orchestre italiane e con realtà prestigiose quali il Maggio Musicale Fiorentino, il Rossini Opera FestivalOpera Lombardia, il Macerata Opera Festival e numerose istituzioni concertistiche nazionali.

Attraverso ascolti guidati, esempi e riflessioni, il Maestro Lombardi accompagnerà il pubblico alla scoperta del coro come autentica “architettura collettiva del racconto”, luogo musicale in cui molte voci si fondono in una sola espressione scenica ed emotiva.

Il percorso continua così a offrire occasioni originali di conoscenza e partecipazione attorno al teatro musicale, costruendo un dialogo sempre più vivo tra lo Sferisterio, la città e il pubblico. Prossimo appuntamento venerdì 8 maggio alle 18 presso la Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata con Alberto Mattioli, tra le firme più autorevoli del giornalismo musicale italiano, protagonista dell’incontro Raccontare l’opera: il mestiere della critica tra scena, pubblico e memoria. Un appuntamento dedicato al ruolo della critica musicale, alla narrazione dello spettacolo dal vivo e al modo in cui l’opera continua a essere interpretata, raccontata e consegnata alla memoria del pubblico.  

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

Dentro l’opera: Alessio Pizzech e Il trovatore

Dentro l’opera: Alessio Pizzech e Il trovatore

02/04/2026

Prosegue il percorso de La città sul palcoscenico con un nuovo appuntamento dedicato a uno dei titoli più intensi e complessi del repertorio verdiano.

Giovedì 16 aprile alle 17.30 in Gran Sala Cesanelli, l’Associazione Amici dello Sferisterio ospiterà Alessio Pizzech per Dentro l’opera, una conferenza–laboratorio dedicata a Il trovatore:un’opera attraversata da contrasti fortissimi: amore e vendetta, identità e destino, memoria e ossessione.

Non una semplice introduzione, ma un’occasione per entrare nel cuore dell’opera, nei suoi meccanismi interni, nelle tensioni drammatiche e nelle scelte che ne determinano la forma scenica.Una drammaturgia intensa, quasi frammentaria, che trova nella musica di Verdi una straordinaria capacità di tenere insieme emozione e struttura.

Ma come si traduce tutto questo sulla scena? Come si costruisce un racconto che vive contemporaneamente nella musica, nei corpi, nello spazio?

È proprio su questo terreno che si muove il lavoro di Alessio Pizzech. Regista attivo da anni tra prosa e teatro musicale, Pizzech ha costruito un percorso artistico che attraversa linguaggi diversi, mantenendo sempre centrale il rapporto tra testo, interprete e spazio scenico. Nel corso della sua carriera ha firmato numerose regie in Italia e all’estero, collaborando con importanti teatri e festival e confrontandosi con titoli del grande repertorio, da Rigoletto a Traviata, fino a produzioni contemporanee.

Il suo approccio alla regia non è mai imposto, ma nasce da un dialogo costante con la musica e con gli interpreti: uno sguardo che si pone come ponte tra l’opera e il presente, capace di far emergere ciò che nei testi e nelle partiture continua a parlare al nostro tempo. L’incontro del 16 aprile si configura come una vera e propria conferenza–laboratorio.

Non si tratterà solo di raccontare Il trovatore, ma di attraversarlo: seguire i passaggi, osservare le scelte, entrare nei processi che portano dalla partitura alla scena. Un’occasione preziosa per il pubblico — e in particolare per gli studenti — per avvicinarsi all’opera non solo come spettatori, ma come osservatori consapevoli.

L’appuntamento si inserisce nel progetto La città sul palcoscenico, che nel corso dei mesi ha affrontato i diversi elementi della costruzione teatrale — dal costume alla regia, dalla scenografia alla drammaturgia — offrendo una visione dell’opera come processo complesso e condiviso.

 

Con Dentro l’opera, questo percorso trova un nuovo punto di approfondimento: non più solo gli elementi, ma il loro intreccio vivo nel momento della creazione.

Incontra l’Opera: la città si prepara al Macerata Opera Festival con Fabio Sartorelli

Incontra l’Opera: la città si prepara al Macerata Opera Festival con Fabio Sartorelli

16/03/2026

Martedì 24 marzo il Teatro Lauro Rossi ospiterà Incontra l’Opera, la conferenza-spettacolo guidata dal M° Fabio Sartorelli, appuntamento che anticipa e accompagna la presentazione della stagione 2026 del Macerata Opera Festival.

L’iniziativa, in collaborazione con l’Associazione Arena Sferisterio, si inserisce nel percorso culturale La città sul palcoscenico, pensato per offrire al pubblico strumenti di comprensione e occasioni di approfondimento attorno al teatro musicale.

La giornata si articolerà in due momenti, alle ore 9.30 e alle ore 21.00, per consentire una partecipazione ampia e differenziata, rivolta in particolare agli studenti universitari e dell’Accademia di Belle Arti, e aperta all’intera cittadinanza.

Al centro dell’incontro saranno i titoli della prossima stagione: Nabucco, Il barbiere di Siviglia e Il trovatore. Tre opere molto diverse tra loro, accomunate però da una forte capacità di parlare al presente attraverso la musica, il teatro e la costruzione scenica. A guidare il pubblico sarà Fabio Sartorelli, musicologo e docente di Storia della musica al Conservatorio “G. Verdi” di Como e di Guida all’ascolto presso l’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Da anni impegnato nella divulgazione musicale, Sartorelli ha sviluppato uno stile che unisce rigore e accessibilità, alternando racconto, ascolto e momenti al pianoforte.

Incontra l’Opera non è una semplice introduzione, ma un vero e proprio attraversamento del linguaggio operistico. L’obiettivo non è solo presentare le opere, ma accompagnare il pubblico dentro i meccanismi che ne rendono possibile la costruzione: la drammaturgia, la scrittura musicale, le scelte registiche, l’immaginario scenico.

In questo senso, l’appuntamento del 24 marzo si collega idealmente al percorso avviato con La città sul palcoscenico, che nei mesi scorsi ha approfondito i diversi elementi della creazione teatrale – dal costume alla regia, fino alla scenografia – offrendo una lettura dell’opera come processo complesso e condiviso. L’incontro rappresenta quindi un passaggio significativo: dal racconto dei linguaggi alla loro sintesi nel momento dello spettacolo, e dalla riflessione alla partecipazione.

Per gli studenti universitari è previsto il riconoscimento di crediti formativi, a conferma dell’attenzione rivolta al rapporto tra formazione e fruizione culturale.

 

Con questo appuntamento, gli Amici dello Sferisterio continuano il proprio impegno nel costruire un dialogo continuo tra il teatro e la città, contribuendo a rendere l’opera non solo un evento, ma un’esperienza condivisa e consapevole.

Quando lo spazio diventa racconto Note sulla scenografia

Quando lo spazio diventa racconto Note sulla scenografia

09/03/2026

L’incontro del 5 marzo, ospitato nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio nell’ambito del percorso La città sul palcoscenico, ha visto protagonista la scenografa Laura Perini, che ha guidato il pubblico all’interno del proprio lavoro attraverso immagini, bozzetti e riflessioni sul processo creativo.

A partire dai suoi progetti e dal modo in cui questi prendono forma, dal disegno alla realizzazione, l’incontro ha offerto l’occasione per riflettere sulla natura stessa della scenografia, non come elemento accessorio, ma come costruzione dello spazio e dell’esperienza.

Quando si parla di scenografia, si tende spesso a pensare a un’immagine: un ambiente, una costruzione visiva, qualcosa che “rappresenta” un luogo. In realtà, il lavoro scenografico ha a che fare con qualcosa di più complesso e meno immediato: la costruzione di uno spazio che non è dato, ma che deve essere pensato e reso possibile.

Per questo, il punto di partenza è quasi sempre il disegno. Non come anticipazione dell’immagine finale, ma come strumento per organizzare lo spazio. Disegnare significa mettere in relazione le parti, stabilire proporzioni, intuire un primo ordine. È nel disegno che si definisce una direzione dello sguardo, ancora prima che lo spazio esista.

Ma il disegno, da solo, non basta. La scenografia è sempre un passaggio dalla carta alla realtà, e questo implica una trasformazione. Si lavora su qualcosa che non c’è e che deve essere costruito: materiali, superfici, colori, luce. Ogni scelta interviene non solo sull’aspetto, ma sul modo in cui lo spazio verrà percepito.

Il colore, ad esempio, non è mai decorazione. Ha a che fare con la profondità, con la distanza, con il modo in cui i corpi emergono o si ritirano. Allo stesso modo, la luce non si limita a illuminare, ma costruisce relazioni, definisce gerarchie, modifica la lettura complessiva della scena.

In questo senso, la scenografia non è un’immagine, ma un sistema. Uno spazio organizzato in cui le parti non sono semplicemente disposte, ma messe in relazione in modo da suggerire un significato e orientare un’azione possibile.

È importante chiarire questo punto: la scenografia non coincide con il teatro. Il teatro esiste quando c’è un’azione, quando qualcuno agisce e qualcuno guarda. La scenografia, invece, viene prima. È la condizione che rende possibile quell’azione, lo spazio in cui essa può accadere e trovare un senso.

Per questo motivo, il lavoro scenografico riguarda anche – e soprattutto – lo sguardo. Ogni spazio implica un punto di vista, o meglio, una costruzione del punto di vista. Esiste sempre una zona in cui il significato si concentra, una gerarchia che guida la percezione. Non si tratta di imporre una lettura, ma di predisporla.

Allo stesso tempo, la scena non si offre mai tutta insieme. Non è un’immagine statica, ma una sequenza. Lo spettatore la attraversa con gli occhi, la ricompone progressivamente. Lo spazio si rivela nel tempo, attraverso una successione di visioni, di avvicinamenti, di spostamenti.

Questo è particolarmente evidente quando si lavora in luoghi che possiedono già una forte identità, come lo Sferisterio. Qui lo spazio è già una scenografia, con una sua struttura, una sua misura, una sua presenza. Intervenire significa allora entrare in relazione con qualcosa che esiste, capire dove è possibile agire e dove invece è necessario sottrarsi.

La scenografia, in questi casi, non può imporsi come un’immagine autonoma, ma deve costruire un equilibrio. Deve essere capace di leggere lo spazio prima ancora di trasformarlo.

 

In definitiva, lavorare sulla scenografia significa costruire le condizioni dell’esperienza. Non aggiungere un livello ulteriore, ma rendere possibile ciò che accadrà. È un lavoro che tende a scomparire, perché funziona quando non si impone, ma è proprio in questa discrezione che si gioca la sua forza.